BMS: Commissione Europea approva nivolumab più ipilimumab come trattamento nel mesotelioma

Nivolumab più ipilimumab è la prima nuova opzione di trattamento che ha dimostrato un miglioramento della sopravvivenza ad essere autorizzata per i pazienti con mesotelioma dopo più di 15 anni

BMS commissione europea approva nivolumab più ipilimumab
di Raffaele Deantoni

Roma, 9 giugno 2021 – Bristol Myers Squibb annuncia che la Commissione Europea (EC) ha approvato nivolumab più ipilimumab per il trattamento di prima linea di pazienti adulti con mesotelioma pleurico maligno (MPM) non operabile. La decisione della Commissione Europea si basa sui risultati dello studio CheckMate -743, il primo e unico studio positivo di Fase 3 di una immunoterapia in prima linea nel mesotelioma pleurico maligno. Lo studio ha raggiunto l’endpoint primario, mostrando una sopravvivenza globale (OS) superiore con nivolumab più ipilimumab rispetto a chemioterapia (pemetrexed e cisplatino o carboplatino) in tutti i pazienti randomizzati. Il profilo di sicurezza di nivolumab più ipilimumab in prima linea nel mesotelioma pleurico maligno è risultato gestibile utilizzando i protocolli previsti per gli eventi avversi e in linea con i precedenti studi condotti in altri tipi di tumore con questa associazione.

“Dopo tanti anni di progressi limitati nel trattamento del mesotelioma maligno, abbiamo riscontrato un importante beneficio clinico per i pazienti con l’associazione di nivolumab e ipilimumab nello studio CheckMate -743”, afferma Paul Baas, M.D., Ph.D., Dipartimento di Oncologia Toracica, Netherlands Cancer Institute e Università di Leiden. “Con l’approvazione della Commissione Europea di questa associazione basata su una duplice immunoterapia, i pazienti e i medici ora avranno a disposizione una nuova opzione di trattamento che ha mostrato miglioramenti significativi della sopravvivenza per la gestione di questa malattia resistente.”

La decisione della Commissione Europea permette di utilizzare nivolumab più ipilimumab in prima linea nel mesotelioma pleurico maligno non operabile nei 27 Stati membri dell’Unione Europea (EU), così come in Islanda, Liechtenstein e Norvegia. Oltre all’Unione Europea, la combinazione è stata approvata in sei Paesi, inclusi gli Stati Uniti, e ulteriori domande di autorizzazione sono in fase di revisione da parte delle autorità sanitarie mondiali.

“La diagnosi di mesotelioma può essere devastante per i pazienti e per le loro  famiglie e la malattia ha un impatto significativo in Europa, che detiene il maggior tasso di incidenza di mesotelioma a livello globale,” dichiara Stefania Vallone, membro del Board di Women Against Lung Cancer in Europe. “Il mesotelioma viene spesso diagnosticato decenni dopo l’esposizione all’asbesto, e per anni questi pazienti hanno affrontato questo tumore aggressivo con ridotte opzioni di trattamento. Siamo lieti di vedere approvata una nuova terapia che può offrire ai pazienti e alle loro famiglie la speranza di una vita più lunga. Il nostro augurio è che sia presto disponibile in tutti i Paesi europei.”

“L’approvazione della Commissione Europea della associazione nivolumab e ipilimumab rappresenta un passo fondamentale per affrontare i bisogni insoddisfatti dei pazienti con mesotelioma pleurico maligno. Nello studio CheckMate -743, questa associazione basata su una duplice immunoterapia ha dimostrato un miglioramento clinicamente significativo nella sopravvivenza rispetto allo standard di cura, con il 41% dei pazienti trattati con nivolumab e ipilimumab ancora vivo a due anni, rispetto al 27% con la chemioterapia”, afferma Abderrahim Oukessou, M.D., vice president, thoracic cancers development lead, Bristol Myers Squibb. “Ringraziamo i pazienti e gli investigatori coinvolti nello studio CheckMate -743, il cui contributo è stato fondamentale per offrire la prima opzione immunoterapica ai pazienti con mesotelioma in tutta l’Unione Europea.”

Risultati di efficacia e sicurezza dello studio CheckMate -743

I risultati dello studio CheckMate -743 comprendono:

  • Sopravvivenza globale (OS) (endpoint primario): il trattamento con la associazione di nivolumab e ipilimumab ha ridotto il rischio di morte del 26% (Hazard Ratio [HR] 0,74 – 96,6% Confidence Interval [CI]: 0,60 – 0,91; p=0,002), con una OS mediana di 18,1 mesi vs. 14,1 mesi per la chemioterapia standard di cura a base di platino.
  • Tasso di risposta globale (ORR): l’ORR era simile nei bracci con nivolumab e ipilimumab e con chemioterapia, ed era del 40% (95% CI: 34,1 – 45,4) e del 43% (95% CI: 37,1 – 48,5), rispettivamente.
  • Durata della risposta (DoR): la DoR è migliorata con la associazione basata sulla duplice immunoterapia (11,0 mesi; 95% CI: 8,1 – 16.5) rispetto alla sola chemioterapia (6,7 mesi; 95% CI: 5,3 – 7,1). Tra i pazienti in risposta con nivolumab più ipilimumab il 32% presentava risposte in corso a due anni (vs. l’8% con la chemioterapia).
  • Sopravvivenza libera da progressione (PFS): il periodo di tempo mediano in cui i pazienti hanno vissuto senza progressione di malattia o morte era di 6,8 mesi con nivolumab più ipilimumab e 7,2 mesi con chemioterapia (HR: 1,00 – 95% CI: 0,82 – 1,21).
  • Sicurezza: le reazioni avverse più frequenti, riscontrate nel 10% o più dei pazienti in trattamento con la associazione nivolumab e ipilimumab, erano stanchezza (43%), diarrea (31%), eruzione cutanea (30%), dolore muscoloscheletrico (27%), nausea (24%), diminuzione dell’appetito (24%), prurito (21%), stipsi (19%) e ipotiroidismo (13%).

Lo studio CheckMate -743

CheckMate -743 è uno studio di Fase 3, in aperto, multicentrico, randomizzato, per la valutazione della associazione nivolumab più ipilimumab rispetto alla chemioterapia (pemetrexed e cisplatino o carboplatino) in pazienti con mesotelioma pleurico maligno non precedentemente trattato (n=605). Sono stati esclusi dallo studio i pazienti con malattia polmonare interstiziale, malattia autoimmune in fase attiva, condizioni mediche che richiedevano immunosoppressione sistemica o metastasi cerebrali attive. Nello studio, 303 pazienti sono stati randomizzati a ricevere nivolumab al dosaggio di 3 mg/kg ogni due settimane e ipilimumab al dosaggio di 1 mg/kg ogni sei settimane; 302 pazienti sono stati randomizzati a ricevere cisplatino al dosaggio di 75 mg/m2 o carboplatino AUC 5 più pemetrexed al dosaggio di 500 mg/m2 ogni 21 giorni per sei cicli. Il trattamento in entrambi i bracci è continuato fino a progressione di malattia o tossicità inaccettabile oppure, nel braccio con nivolumab più ipilimumab, fino a 24 mesi. L’endpoint primario dello studio era la sopravvivenza globale (OS) in tutti i pazienti randomizzati. Ulteriori misure di efficacia comprendevano la sopravvivenza libera da progressione (PFS), il tasso di risposta obiettivo (ORR) e la durata della risposta (DOR), come stabilito da una revisione centrale indipendente in cieco (BICR) secondo i criteri RECIST modificati. Gli endpoint esploratori comprendevano la sicurezza, la farmacocinetica, l’immunogenicità e i risultati riferiti dai pazienti sulla qualità di vita.

Il mesotelioma pleurico maligno

Il mesotelioma pleurico maligno è una forma di cancro rara ma aggressiva, che si sviluppa sulla superficie dei polmoni. E’ causato molto frequentemente da esposizione ad asbesto. La diagnosi è spesso tardiva, con la maggioranza dei pazienti che presenta la malattia in stadio avanzato o metastatico. La prognosi è generalmente sfavorevole: nei pazienti con mesotelioma pleurico maligno avanzato o metastatico, non trattati precedentemente, la sopravvivenza mediana è compresa tra 12 e 14 mesi e il tasso di sopravvivenza a cinque anni è circa il 10%.

Bristol Myers Squibb: creare un futuro migliore per i pazienti con cancro

Bristol Myers Squibb è ispirata da un’unica visione: trasformare la vita delle persone attraverso la scienza. L’obiettivo della ricerca oncologica di Bristol Myers Squibb è rendere disponibili farmaci che offrano ad ogni paziente una vita migliore e più sana e rendere la cura una possibilità. Forti dell’esperienza ereditata nel trattamento di diverse tipologie di tumore che hanno cambiato l’aspettativa di sopravvivenza per molti pazienti, la ricerca di Bristol Myers Squibb sta esplorando nuove frontiere nella medicina personalizzata e, attraverso innovative piattaforme digitali, sta affinando le conoscenze per essere sempre più focalizzata sui propri obiettivi. La profonda esperienza scientifica, le capacità all’avanguardia e le piattaforme di ricerca permettono a Bristol Myers Squibb di osservare il cancro da ogni angolazione. Il tumore può avere un forte impatto su molti aspetti della vita di un paziente e Bristol Myers Squibb si impegna a intraprendere azioni per affrontare ogni aspetto della cura, dalla diagnosi alla sopravvivenza. Da azienda leader nella cura del cancro, Bristol Myers Squibb sta lavorando affinché tutti i pazienti con cancro possano avere un futuro migliore.

Nivolumab

Nivolumab è un inibitore del checkpoint immunitario PD-1, che è stato progettato per potenziare il nostro sistema immunitario al fine di ristabilire la risposta immunitaria anti-tumorale. Rinforzando il nostro sistema immunitario contro il cancro, nivolumab è divenuto un’importante opzione di trattamento per molti tipi di tumore.

Il programma globale di sviluppo di nivolumab si basa sulle conoscenze scientifiche di Bristol Myers Squibb nel campo dell’immuno-oncologia e include un’ampia gamma di studi clinici, in tutte le fasi della sperimentazione, compresa la fase 3, in molti tipi di tumori. Ad oggi, nel programma di sviluppo clinico di nivolumab sono stati arruolati più di 35.000 pazienti. Gli studi clinici con nivolumab hanno contribuito ad approfondire le conoscenze sul potenziale ruolo dei biomarcatori nella cura dei pazienti, in particolare nel modo in cui essi possano beneficiare di nivolumab trasversalmente ai livelli di espressione di PD-L1.

A luglio 2014, nivolumab è stato il primo inibitore del checkpoint immunitario PD-1 al mondo ad aver ottenuto l’approvazione dalle Autorità Regolatorie. Attualmente è approvato in più di 65 Paesi, inclusi gli Stati Uniti, l’Unione Europea, il Giappone e la Cina. A ottobre 2015, l’associazione di nivolumab e ipilimumab è stata il primo regime in campo immuno-oncologico a ricevere l’approvazione dalle Autorità Regolatorie per il trattamento del melanoma metastatico ed è attualmente approvata in più di 50 Paesi, inclusi gli Stati Uniti e l’Unione Europea.

Ipilimumab

Ipilimumab è un anticorpo monoclonale ricombinante umano, che si lega a CTLA-4 (cytotoxic T-lymphocyte-associated antigen-4). CTLA-4 è un regolatore negativo dell’attività delle cellule T. Ipilimumab si lega a CTLA-4 e blocca l’interazione di CTLA-4 con i suoi ligandi, CD80/CD86. È dimostrato che il blocco di CTLA-4 aumenta l’attivazione e la proliferazione delle cellule T, comprese le cellule T effettrici infiltranti il tumore. L’inibizione del segnale CTLA-4 può anche ridurre la funzione delle cellule T regolatorie, che può contribuire a sua volta a un generale aumento della risposta delle cellule T, tra cui anche la risposta immune anti-tumorale. Il 25 marzo 2011, la Food and Drug Administration (FDA) statunitense ha approvato ipilimumab 3 mg/kg in monoterapia per i pazienti con melanoma non resecabile o metastatico. Ipilimumab è approvato per questa stessa indicazione in più di 50 Paesi. Esiste un ampio programma di sviluppo, attualmente in corso, per ipilimumab in molteplici forme tumorali.

Indicazioni

Nivolumab in combinazione con ipilimumab ha ricevuto l’approvazione EMA nel trattamento in prima linea di pazienti adulti con melanoma avanzato, nel trattamento in prima linea di pazienti adulti con carcinoma a cellule renali avanzato a rischio intermedio/sfavorevole e, in associazione a due cicli di chemioterapia, nel trattamento in prima linea di pazienti adulti con tumore del polmone non a piccole cellule metastatico.

Bristol Myers Squibb e la collaborazione con Ono Pharmaceutical

          Nel 2011, grazie a un accordo di collaborazione con Ono Pharmaceutical Co., Bristol Myers Squibb ha esteso i diritti di sviluppo e commercializzazione di nivolumab in tutto il mondo esclusi Giappone, Corea del Sud e Taiwan, dove Ono mantiene tutti i diritti sul farmaco. Il 23 luglio 2014, Bristol Myers Squibb e Ono hanno ulteriormente ampliato l’accordo di collaborazione strategica per sviluppare e commercializzare congiuntamente molteplici immunoterapie – sia come singoli farmaci che come regimi di associazione – per il trattamento dei pazienti affetti da tumore in Giappone, Corea del Sud e Taiwan.

Bristol Myers Squibb

Bristol Myers Squibb è un’azienda bio-farmaceutica globale, la cui mission è scoprire, sviluppare e rendere disponibili farmaci innovativi che aiutino i pazienti a combattere gravi malattie. Maggiori informazioni sono disponibili sui siti BMS.com o su LinkedIn, Twitter, YouTube, Facebook e Instagram.

Celgene e Juno Therapeutics sono sussidiarie di Bristol Myers Squibb, che ne detiene la titolarità. In alcuni Paesi fuori dagli Stati Uniti, secondo le legislazioni locali, Celgene e Juno Therapeutics sono considerate società di Bristol Myers Squibb.

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