APEO: “Il paziente oncologico va assistito dentro e fuori l’ospedale”

Il cancro è una malattia sempre più cronica e va gestito anche dopo la somministrazione delle terapie. Fondamentale è anche limitare i danni a pelle e unghie e preservare così il beneserre psico-fisico del paziente

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di Paolo Cabra

Milano, 18 ottobre 2021 – “Non bisogna abbandonare il paziente oncologico una volta terminate le cure in ospedale. La malattia deve essere affrontata a 360 gradi e non soffermarsi solo alla somministrazione delle terapie anticancro. Sempre più importante è anche la gestione degli effetti collaterali e la riabilitazione per poter così permettere al malato un ritorno ad una vita normale”. E’ quanto emerso dal webinar Lo Stato di Salute del Sistema Sanitario Nazionale. (La gestione delle cronicità e delle prime cure. Focus in ambito oncologico). L’evento on line è stato organizzato dall’APEO (Associazione Professionale di Estetica Oncologica) e vuole fare il punto sulla rete ospedaliera del nostro Paese alla luce dei nuovi fondi messi a disposizione dal Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. “E’ evidente che sia necessario e improrogabile riorganizzare gli ospedali italiani – afferma la dott.ssa Carolina Redaelli, Presidente APEO -. Infatti entro i prossimi cinque anni un quarto della popolazione residente nel nostro Paese avrà più di 65 anni. L’invecchiamento generale farà ulterioriormente esplodere la richiesta di prestazioni sanitarie per il cancro che è una patologia per fortuna sempre più cronica. Come tale però deve essere affrontata anche fuori dai reparti di oncologia e questo rientra appieno nella missione della nostra associazione”. “Porre rimedio ad alcuni danni che le terapie anticancro provocano a pelle e unghie è oggi possibile – prosegue il dott. Davide Petruzzelli, Coordinatore F.A.V.O. Neoplasie Ematologiche -. Bisogna mettere a disposizione dei pazienti trattamenti qualificati che possono migliorare il benessere psico-fisico e quindi anche la risposta alle cure. Sono oltre tre milioni gli uomini e le donne che vivono in Italia con una diangosi di tumore. Aiutare questo piccolo “esercito” di persone anche fuori dell’ambito ospedaliero è prioritario se vogliamo che il nostro sia devvere un servizio sanitario universale e che tuteli appieno il diritto costituzionale alla salute”. “Nonostante gli indubbi successi registrati negli ultimi anni il cancro continua a incutere timore alla maggioranza degli italiani e ciò può avere delle conseguenze nefaste – sottolinea Redealli -. Le specialiste in estetica oncologica APEO sono presenti in molti Ospedali sul territorio nazionale. Avere a disposizione una figura professionale competente e preparata rappresenta un valore aggiunto per affrontare al meglio le conseguenze delle terapie, necessario per combattere le malattie complesse come quelle oncologiche. Siamo perciò convinti che dobbiamo rafforazare la nostra presenza sia all’interno che all’esterno delle strutture sanitarie”.

Al webinar ha partecipato anche la LILT – Lega Italiana Per La Lotta Contro i Tumori. “Due sono i problemi, a nostro avviso, più rilevanti in questo momento per i pazienti – ha sottolineato il prof. Giuseppe D’Ermo, co-coordinatore task force senologica LILT -. Da una lato c’è la prevenzione oncologica e quindi la diagnosi quanto più possibile precoce delle principali neoplasie come il tumore il tumore del seno. Al contempo esiste il grave problema delle apparecchiature disponibili in Italia. Molte sono vetuste e dovrebbero essere sostituite e per farlo sono necessari fondi ed investimenti”. “Fondamentale è anche l’inserimento dei giovani medici – conclude la Senatrice Maria Rizzotti, Componente della Commisione Sanità a Palazzo Madama -. Servono nuovi professionisti dopo anni di scarso rinnovamento del personale che lavora nei nostri ospedali. E’ un’azione fondamentale e non più rinviabile se vogliamo assicurare la tenuta del nostro sistema sanitario nazionale”.