L’apparecchio per i denti è (anche) una cosa da adulti!

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di Fabrizio Fiorelli

Milano, 27 luglio – La “macchinetta per i denti” è un dispositivo molto temuto da più giovani. Viene considerato come uno strumento anti-estetico, fastidioso e a volte pure molto doloroso. In effetti può causare alcuni problemi ma indubbiamente sono maggiori i benefici che determina alla salute. Ma davvero deve essere considerato solo come un dispositivo per bambini e adolescenti? Oppure viene consigliato e applicato anche ad un paziente adulto? Lo abbiamo chiesto al dott. Giuliano Maino, Presidente Nazionale della Società Italiana di Ortodonzia (SIDO).

“L’apparecchio non è riservato solo a giovani e giovanissimi - sottolinea il dott. Maino -. Non c’è un limite anagrafico e l’età adulta non rappresenta una controindicazione. Negli ultimi anni la ricerca medico-scientifica si è specializzata nella messa a punto di cure su misura per gli over 18. L’ortodonzia ha acquisito un peso sempre maggiore nelle complesse riabilitazioni protesiche e implantari, anche grazie alla possibilità di utilizzare apparecchiature estetiche o invisibili, più apprezzate dagli adulti. La modulazione della crescita delle ossa del viso è però possibile solo in fase di sviluppo e quindi fino a circa i 14-16 anni. Inoltre le possibilità terapeutiche nel paziente, in età evolutiva, sono dunque maggiori rispetto al chi ha già terminato la crescita. Nel paziente in crescita è ancora possibile correggere le problematiche dentarie, modificare i modelli neuro-muscolari deputati al controllo delle funzioni ancora in fase di sviluppo. Possiamo inoltre stimolare i centri di crescita e le suture mentre negli over 14 è possibile correggere efficacemente solo la componente dentaria. Le alterazioni dello scheletro più complesse sono risolvibili solo attraverso degli interventi di chirurgia maxillo-facciale”.

Al di là dell’età il primo apparecchio (specialmente quello fisso) può causare alcune problematiche soprattutto nelle prime settimane successive all’applicazione. Ecco i consigli della SIDO per risolvere le più frequenti:

  • Prestare attenzione ad arrossamenti e vesciche: attraverso apposite cere protettive è possibile curarle. L’ortodontista può prescriverle al suo assistito.
  • In caso di rottura o danneggiamento dell’apparecchio contattare subito lo specialista. Può capitare che anche nei primissimi giorni un brackets si stacchi. Bisogna recuperarlo e conservarlo.
  • Occuparsi scrupolosamente dell’igiene orale: questa regola vale durante tutto la durata del trattamento. Seguite le indicazioni dello specialista circa le modalità per prevenire la placca e pulire i denti.
  • Sottoporsi regolarmente ai controlli mensili: in certi momenti (e in situazioni particolari) la cadenza tra una visita e l’altra può essere anche variata. Anche la durata dell’appuntamento varia da 10 minuti a oltre un’ora.
  • Curare la pulizia dell’apparecchio: è fondamentale per contrastare possibili infiammazioni o gengiviti. Quelli mobili vanno sempre puliti con spazzolino e dentifricio o attraverso apposite compresse effervescenti.