Caduta capelli: quando rivolgersi allo specialista?

Il 70% degli uomini e il 40% delle donne post-menopausa soffrono di calvizie

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di Simona Tagliaferri

Milano, 26 febbraio- Tanti capelli a terra, sul cuscino o ben annodati al pettine, appena finito di spazzolarsi? Non c’è da allarmarsi. Capita a tutti. Ognuno infatti ne perde fino a un centinaio al giorno – questo fa parte del ciclo vitale del cuoio capelluto. Ma se la caduta non sembra proprio arrestarsi o si formano aree calve per la mancata ricrescita, lo specialista a cui bisogna far riferimento è il dermatologo.

Si chiama alopecia areata il processo di diminuzione della qualità e quantità di capelli di cui soffre il 2% della popolazione italiana. A causa di un malfunzionamento del sistema immunitario, che inizia ad attaccare i follicoli, si osservano chiazze completamente calve o più raramente una rarefazione diffusa dei capelli.

A soffrire, invece, di alopecia androgenetica, termine tecnico per definire la classica calvizie, sono il 70% degli uomini e il 40% delle donne post-menopausa. Si tratta di una patologia che negli uomini si manifesta con la perdita di capelli sulla parte alta della testa, mentre nelle donne consiste in un diradamento generalizzato.

Anche se è una condizione assolutamente normale, può essere contrastata con soluzioni farmacologiche o chirurgiche (con l’autotrapianto), a seguito di una consulenza dermatologica. Proprio la Società Italiana di dermatologia (SIDeMaST), infatti, ha finanziato nel 2018 uno studio multicentrico italiano, per trovare delle soluzioni efficaci e concrete al problema. La ricerca segue l’evoluzione dei capelli nel tempo su un campione di 100-150 donne sottoposte a chemioterapia per cancro della mammella.

Se la mancanza di capelli può avere un impatto significativo già su chi code di buona salute, ancora più forte sarà sui pazienti oncologici. Il 90% delle donne con cancro alla mammella curate con alcune tra le più usate chemioterapie è colpito da alopecia temporanea. E in un 30% dei casi i capelli non ricrescono più. L’alopecia permanente inoltre interessa anche i bambini: il 10% dei piccoli colpiti da leucemia resteranno con pochi capelli per tutta la vita, uno stigma evidente anche se superano la malattia. Una prospettiva per i pazienti oncologici che sopravvivono in grado di peggiorare in modo pesante la loro qualità di vita per cui è necessario correre ai rimedi. 
 
Sebbene, quindi ad oggi, si sappia ancora troppo poco sui fattori che determinano l’alopecia, gli studi in corso ne indagano le cause e potrebbero aprire a incredibili prospettive sul fronte della cura.