Il Covid c’è, ma italiani poco diligenti

Il 38% dei nostri connazionali ha difficoltà a modificare le proprie abitudini di vita per scongiurare il rischio di un incremento di casi. Necessaria massima cautela!

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di Simona Tagliaferri

Milano, 3 agosto 2020 – L’epidemia che ha costretto gli italiani – e il mondo intero – a un lungo lockdown non è finita. Eppure i dati rassicuranti che si sono registrati con il presentarsi della stagione estiva hanno reso molti nostri connazionali poco diligenti.

Secondo un sondaggio, condotto dal centro di ricerca dell’Università Cattolica su un campione di 1000 cittadini, il 38% degli italiani non trova semplice seguire quelle poche regole ancora assolutamente necessarie per contenere il contagio.  È in sostanza quasi un terzo la componente della popolazione italiana che fa fatica a indossare la mascherina, igienizzarsi spesso le mani e rispettare il distanziamento sociale.

Ma Covid-19 non è un brutto ricordo, anzi non è mai andato via. Così mentre interi Paesi mostrano scenari preoccupanti ed anche in nazioni a noi più vicine i nuovi casi sono in notevole aumento, anche il nostro Paese non deve abbassare la guardia. Negli ultimi giorni infatti il continuo accendersi di focolai autoctoni ha reso il traguardo del contagio 0 purtroppo solo un miraggio. 

In questo quadro quindi non certo rassicuranti appaiono i dati relativi al numero degli italiani disposti a una modifica delle proprie abitudini per scongiurare il rischio di nuovi picchi epidemici. I più restii al cambiamento sono gli uomini (43% contro il 38% medio complessivo), soprattutto giovani (44% nella fascia tra i 18 e i 34 anni), residenti al sud e nelle isole (42%) e con un reddito di livello medio (47%).

Inoltre, dalla ricerca condotta dall’Università Cattolica, è emerso un altro aspetto interessante. Incredibile a credersi, ma da un incrocio dei dati raccolti si è osservato che proprio le persone che percepiscono un elevato rischio di contagio da Covid-19, mostrano maggiore difficoltà a adattarsi alle misure di comportamento contro la pandemia rispetto alla popolazione generale.

Fondamentale ribadire invece che in questo momento la massima accortezza è fondamentale. In questo senso l'ordinanza adottata dal ministro della Salute, Roberto Speranza, conferma l'obbligo di mascherina «nei luoghi al chiuso accessibili al pubblico, inclusi i mezzi di trasporto e comunque in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza».