Nuovi farmaci e nuove terapie per sconfiggere il diabete

Gerardo Medea: "I 3 pilastri per una remissione efficace sono stili di vita, dieta e chirurgia bariatrica su pazienti selezionati"

diabete mellito di tipo 2
di Dott. Gerardo Medea

L'autore di questo articolo è Gerardo Medea, responsabile dell'area metabolica della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie 

Firenze, 29 novembre - Al 36° Congresso Nazionale della Società Italiana di Medicina Generale e delle Cure Primarie (SIMG) sono state molte le sessioni scientifiche dedicate alla gestione del diabete mellito di tipo 2. In particolare, molte hanno avuto come tema principale la terapia farmacologica di questa importante patologia.

In una particolare sessione abbiamo discusso di una nuova classe farmacologica, le Gliflozine o inibitori del cotrasportatore SGLT2, che ha dimostrato da una parte di abbattere la progressione della nefropatia diabetica verso il grado più avanzato di insufficienza renale e dall'altra di ridurre in maniera significativa il rischio di morte cardiovascolare e di ospedalizzazione nei pazienti affetti da scompenso cardiaco.

In un’altra sessione abbiamo parlato invece del rischio di ipoglicemia soprattutto nei pazienti anziani, fragili e/o con molte comorbilità e/o con riduzione della funzionalità renale. In questi casi non è opportuno - o è molto rischioso - utilizzare farmaci che possono con maggiore probabilità provocare una crisi ipoglicemica. Da qui la necessità di sostituire questi farmaci con altri che hanno dimostrato un basso rischio o che possono essere utilizzati nei gradi più estremi di insufficienza renale cronica, come le gliptine.

Un workshop interattivo (che in effetti è stato caratterizzato da un intenso dibattito tra i relatori e tra questi ultimi e i medici di famiglia presenti in aula) è stato dedicato a come pesare e valutare il rischio cardiovascolare del paziente diabetico attraverso un confronto tra un diabetologo, un cardiologo e un medico di medicina generale. La novità, infatti, - come raccomandato dalle ultime linee guida - è che la priorità della terapia del diabete è proprio quella di abbattere il rischio cardiovascolare oltre che ridurre la glicemia, obiettivi raggiungibili con i potenti farmaci di cui oggi disponiamo.

Una sessione infine molto interessante è stata dedicata al tema  della “Remissione del diabete mellito tipo 2” attraverso tre possibili interventi sulla base delle evidenze scientifiche oggi disponibili: lo stile di vita (alimentazione appropriata e attività fisica), la dieta chetogenica utilizzata in casi selezionati e sotto stretto controllo medico e la chirurgia bariatrica, anch’essa destinata a casi selezionati secondo linee guida.

Il dott. Gerardo Medea