Febbre nel bambino. Come comportarsi?

Si tratta di un disturbo frequente, ma che non necessariamente nasconde una malattia grave. Ecco i consigli dei pediatri FIMP

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di Fabrizio Fiorelli

Roma, 6 febbraio - La febbre nel bambino è sempre un momento di grande apprensione per i genitori, che spesso si preoccupano temendo di avere a che fare con una malattia grave. Si tratta di una situazione purtroppo molto diffusa, ragione per la quale i pediatri di famiglia della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP) desiderano fare chiarezza in modo da permettere ai neo-genitori di affrontare questi fenomeni con prontezza e lucidità.

Intervistiamo su questo tema il dott. Mattia Doria, Segretario Nazionale alle Attività Scientifiche ed Etiche della Federazione Italiana Medici Pediatri (FIMP).

Dott. Doria, la febbre nel bambino è sempre un campanello d'allarme?

Non necessariamente. La febbre può essere provocata anche da malattie poco gravi, inoltre non c’è un collegamento diretto tra il livello della febbre e la gravità della patologia. Si tratta di un campanello d’allarme dell’organismo e un picco di febbre non nasconde per forza una causa pericolosa.

Come conviene comportarsi quindi?

Non è innanzitutto obbligatorio cercare di abbattere la temperatura a ogni costo perché non aiuta il bimbo a guarire prima. Bisogna però rivolgersi al pediatra di famiglia se la temperatura corporea si alza oltre i 39-39.5 gradi o se il bambino manifesta dei significativi segnali di malessere come irritabilità eccessiva o pianto inconsolabile oppure, al contrario, scarsa reattività o sonnolenza non spiegabile rispetto ai ritmi consueti della giornata.

Ci sono altri consigli che possiamo mettere in atto in questi casi?

Si può provare a far bere il bambino un po’ più del solito o attaccarlo al seno più frequentemente. È importante però non forzarlo a mangiare se non vuole ed evitare di coprirlo eccessivamente. Se è necessario, si può far uscire il piccolo, ad esempio, per trasportarlo a casa di altri familiari oppure per la visita medica. Farlo uscire non comporta alcun rischio per la sua salute. Prima di tutto è però assolutamente necessario misurare correttamente la temperatura.

Qual è il metodo migliore per misurare la temperatura?

Il termometro raccomandato dalle Linee Guida e dai pediatri di famiglia è il termometro elettronico (meglio di quelli con l’estremità flessibile) e la sede suggerita per la misurazione è, per tutte le età, il cavo ascellare.

Una volta accertata la febbre come si può trattarla?

La febbre va trattata nel modo corretto, con i dosaggi terapeutici appropriati in rapporto al peso del bambino (non all’età) ed evitando l'uso combinato/alternato di paracetamolo e ibuprofene. Non vanno utilizzati farmaci cortisonici per bocca. In caso di dubbio bisogna sentire il parere del proprio pediatria di famiglia e seguire con attenzione le sue indicazioni.