7 milioni di italiani soffrono di incontinenza

AIUG, Senior Federanziani e la Federazione dei pazienti F.A.I.S. lanciano l'allarme: "Vanno istituiti in tutte le regioni rete di centri specializzati e PDTA"

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di Raffaele Deantoni

Roma, 10 febbraio - L'incontinenza urinaria è una patologia molto comune e potenzialmente invalidante, in quanto rende più difficile condurre le più semplici azioni quotidiane, per non parlare dell'impatto psicologico. Eppure, nonostante l'incontinenza interessi ormai oltre 7 milioni di italiani, sono pochi a parlarne apertamente con il proprio medico per imbarazzo. Si tratta di un atteggiamento purtroppo diffuso ma dannoso, in quanto oggi l'incontinenza urinaria può essere trattata con successo.

Esistono infatti molteplici terapite utilizzabili anche in maniera combinata, da quella chirurgica alla farmacologica, fino alla rieducazione perlvica. Ciascuna terapia è indicata epr tipi diversi di incontinenza, ed è per questo che il dialogo con uno specialista è fondamentale per ottenere una diagnosi precisa.

Purtroppo, negli ultimi anni i problemi e i tagli legati al nostro Servizio Sanitario Nazionale hanno avuto conseguenze negative anche nel trattamento dell'incontinenza, come denunciano pazienti e caregiver in tutta Italia, aggravando uno scenario già di partenza difficile. La difficoltà maggiore lamentata consiste nella quasi totale assenza di informazioni che permettano di orentarsi nella realtà dei servizi sanitari nelle regioni italiane che risultano, quando erogati, estremamente frammentati ed eterogenei.

Per questo motivo AIUG (Associazione Italiana di Urologia Ginecologica), Senior Italia Federanziani e la Federazione delle Associazioni Incontinenti e Stomizzati (F.A.I.S.) hanno deciso di denunciare questa situazione inviando una lettera aperta indirizzata, tra gli altri, direttamente al Ministro della Salute Roberto Speranza e al Vice Ministro della Salute Pierpaolo Sileri. 

Ecco di seguito uno stralcio della lettera inviata

In Italia “governare meglio l’incontinenza” significa migliorare la vita a più di sette milioni di persone. Non è quindi un piccolo problema della terza età ma una vera e propria patologia che va affrontata con grande attenzione. Molte delle “criticità di sistema” dell’area incontinenza sono legate ad aspetti organizzativi e di comunicazione che potrebbero essere risolti con un impegno minimo di risorse. È necessario che ogni regione, in base alla propria possibilità erogativa, si doti di una rete di centri dedicati alle incontinenze, delineando uno specifico Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale (PDTA) regionale. Le caratteristiche dei centri così come i contenuti fondamentali dei PDTA dovranno essere concordati e trasmessi alle varie regioni da un organismo centrale per evitare che aspetti critici vengano trascurati, vanificandone l’effetto o creando discrepanze significative tra i servizi offerti nelle varie regioni. Bisogna creare una sorta di LEA dell’incontinenza. Per generare soluzioni costruttive a queste problematiche e poterle proporre a chi deve gestire il sistema salute in Italia, bisogna costruire un “patto di area” tra tutti gli attori di sistema, con l’indirizzo di promuovere le eccellenze ed incentivare l’innovazione sostenibile