Bisogna prendersi cura dei denti da latte?

Se lo chiedono molti genitori, considerando che questi denti sono destinati a cadere. I dentisti fanno chiarezza: l'igiene orale nei più piccoli è importantissimo

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di Raffaele Deantoni

Milano, 19 marzo - Vale la pena prendersi cura dei denti da latte, oppure no visto che sono comunque destinati a cadere? Questa domanda preoccupa molti genitori sin da quando i loro piccoli iniziano a far spuntare i cosiddetti "denti primari" o decidui. Questo avviene di solito tra i 6 mesi e il primo anno di vita attraverso il processo chiamato "dentizione", che segue sempre un ordine ben preciso. Entro la fine del 30° mese circa la bocca del bambino conterà 20 piccoli dentini, 10 per arcata. La loro posizione, spesso distanziata oppure "affollata" in alcuni punti, non deve preoccupare però i genitori. Occorre attendere la formazione dei denti definitivi prima di fare un inquadramento ortodontico.

La domanda che sorge quindi è: se devono cadere (processo che inizia verso i 6 anni di età), occorre davvero prendersi cura anche di questi denti "temporanei"? Lo abbiamo chiesto a chi da una vita si occupa di prendersi cura dei sorrisi degli italiani, la Società Italiana di Ortodonzia (SIDO).

“Sì bisogna tenerli curati perché nei bambini spesso l’igiene orale è più importante e necessaria rispetto a quella degli adulti” afferma il dott. Giuliano Maino, presidente nazionale della SIDO. “Una bocca non curata può procurare ai giovanissimi disturbi come problemi di masticazione che impediscono ai denti di tritare bene i cibi e di renderli imbevuti di saliva. Di conseguenza si possono creare diversi problemi digestivi”.

Ma in un'età in continua evoluzione come quella infantile, a ogni età corrisponde una cura differente dei denti. E se all'inizio l'aiuto dei genitori è imprescindibile, piano piano occorre responsabilizzare i piccoli facendo capire loro quanto sia importante prendersi cura del loro sorriso. Ecco quali sono le principali fasi dell’igiene orale dei bambini:

Da 0 a 3 anni

L’igiene orale infantile deve essere affidata ai genitori. Bisogna pulire con una piccola garza umida le gengive dopo la poppata e prima dell’eruzione dei denti. Dalla fuoriuscita del primo dentino deciduo in poi si raccomanda di iniziare l’uso dello spazzolino il prima possibile.

Dai 4 ai 5 anni

È necessaria la supervisione genitoriale, usando uno spazzolino morbido a testina piccola, preferibilmente con la tecnica “a rullo”, ovvero posizionando le setole dello spazzolino a livello del margine gengivale e premendolo contro la gengiva, facendolo poi “rullare” con la rotazione del polso dalla gengiva al dente. Il movimento si deve eseguire almeno cinque volte prima di passare ad un’altra zona.

Dai 6 anni in su

Il bimbo è in grado di lavarsi i denti da solo. Può usare anche un dentifricio per adulti perché la quantità ingerita involontariamente diventa minima, grazie ai riflessi di deglutizione che sono ormai sviluppati.

I denti da latte cariati non si curano?

Un altro falso mito che circola è che un dente da latte cariato venga estratto perché è difficile da curare. “Questo è profondamente sbagliato poiché è assolutamente necessario conservare i denti decidui il più a lungo possibile - aggiunge il dott. Maino -. Le ossa del bambino possono così crescere e svilupparsi in ordine e armonia, lasciando spazio ai denti permanenti. Risulta quindi fondamentale riuscire a favorire il più possibile la prevenzione in ortodonzia. Si tratta infatti di un aspetto molto importante della salute dei più giovani e non solo di un piccolo problema estetico come ancora troppi italiani, erroneamente, credono. Per questo la SIDO lancerà delle campagne informative specifiche rivolte ai bambini e ai loro genitori. Intendiamo farlo grazie al supporto di altre società scientifiche, in particolare ai rappresentati della pediatria italiana”.