“Chiamiamole malattie reumatologiche e non reumatiche”

Intervista a Guido Valesini (Vice Presidente SIR)

malattie reumatologiche
di Fabrizio Fiorelli

Milano 24 luglio 

Professore, è meglio chiamarle malattie reumatiche o reumatologiche?

Da alcuni mesi la Società Italiana di Reumatologia (SIR) ha preso la decisione di utilizzare sempre e solo il termine malattie reumatologiche. Si tratta di una scelta in armonia con quanto deciso da altri organismi scientifici internazionali. Patologie reumatiche è infatti un termine decisamente obsoleto ed impreciso.

Come possiamo definirle queste patologie e quanto sono diffuse nel nostro Paese?

Quelle reumatologiche sono malattie mediche dell’apparato locomotore che comprendono anche le forme autoimmuni sistemiche e quelle auto-infiammatorie. Sono in totale oltre 150 malattie, spesso gravi e causa di dolori, tutti potenzialmente invalidanti, che  a volte possono determinare danni irreversibili sia dell’apparato locomotore che degli organi interni. Le malattie reumatologiche risultano in crescita in Italia e in molti altri paesi occidentali. Si calcola che solo nella nostra penisola colpiscano oltre 5 milioni di persone di ogni fascia d’età.

In reumatologia ci sono delle “differenze di genere”?

Sì, le donne risultano più esposte al rischio d’insorgenza delle malattie reumatologiche. Esse presentano infatti una particolare predisposizione genetica e ormonale. E’ questa che favorisce lo sviluppo di risposte autoimmuni più aggressive, da parte del nostro organismo, e quindi anche l’insorgenza dei disturbi. Solo l’artrite reumatoide, per esempio, colpisce tre volte di più le donne rispetto agli uomini.

Esistono fattori di rischio che ne favoriscono lo sviluppo?

Le cause e i meccanismi responsabili dello sviluppo di queste patologie sono conosciuti solo in parte. La ricerca scientifica sta indagando per fare luce sulla patogenesi e negli ultimi anni le nostre conoscenze sono decisamente migliorate. E’ stato dimostrato come alcuni stili di vita possano avere un ruolo. Per esempio l’eccesso di peso, la tendenza alla sedentarietà, il pericoloso vizio del fumo ma anche alcuni aspetti ambientali ed alimentari,  aumentano le probabilità d’insorgenza.

Quindi seguire alcune elementari regole del benessere può proteggere anche il nostro apparato locomotore?

Certo! Il benessere di muscoli, ossa, articolazioni passa anche da alcuni comportamenti salutari. Come reumatologi consigliamo infatti a tutti,  (adulti, anziani e bambini) di prestare grande attenzione, nella vita di tutti i giorni, all’alimentazione così come ai chili di troppo. Raccomandiamo inoltre di praticare con assiduità e misura qualche sport e qualche attività fisica così come  di stare alla larga dalle sigarette ( di qualunque tipo ).

E l’inquinamento ambientale invece che ruolo può avere?

Alcuni studi scientifici, tra cui uno recentemente condotto da noi in Italia, hanno prodotto risultati davvero interessanti. L'inquinamento atmosferico potrebbe avere un ruolo non secondario, in persone predisposte nella patogenesi di alcune malattie come per esempio l'artrite reumatoide. Ciò avverrebbe attraverso meccanismi molto complessi e sono necessarie ulteriori e più approfondite ricerche.