Obesità: differenza di genere influenza la cura

Con alcune semplici regole è possibile evitare un pericoloso aumento di peso

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di Simona Tagliaferri

Milano, 07 settembre - Anche la cura dell’obesità risente della differenza di genere; gli uomini e le donne affrontano diversamente la malattia, con esiti chiaramente diversi. Più  volenterose a perdere peso sono, senza dubbi, le donne. Lo conferma uno studio presentato da Novo Nordisk all’European and International Congress on Obesity (Eco-Ico). Le donne appaiono più predisposte a attuare comportamenti salutari per controllare il peso (4,6% di media contro 3,1% uomini), ma anche a intraprendere trattamenti farmacologici o chirurgici idonei. Tuttavia, dopo dolo 6 mesi, il 75% delle donne abbassa la guardia e l’ago della bilancia torna a segnare valori allarmanti.

Dalla ricerca è emerso, inoltre, che al di là della differenze di genere, è comune una tendenza alla sottovalutazione del problema, con esiti pericolosi per ambo i sessi. L’obesità è una malattia e come tale non va sottostimata. Come chiarisce l’Humanitas, si caratterizza per un accumulo patologico di grasso corporeo con conseguenze anche importanti per lo stato di salute e la qualità di vita, poiché può comportare l'insorgenza di pressione alta, diabete mellito, apnee notturne e patologie cardiovascolari.

Per cercare di scongiurare il pericolo, e non arrivare a una condizione patologica, è bene modificare le cattive abitudini. Ecco cosa non bisogna fare:

  • Non eccedere con i cibi etichettati come dietetici. Non basta leggere sulla confezione “cereali” per “sentirsi a posto con la coscienza”. Spesso barrette e fiocchi contengono zuccheri, sciroppi e grassi che poco si addicono alla loro dichiarata intenzione di essere “dimagranti”.
  • Non andare a dormire troppo tardi.  Più si dorme, minori sono le tentazioni e minore è il rischio di obesità.È dimostrato che dormire meno di sette ore per notte determina un aumento di peso.
  • No allo stress. Difficile in questo caso contrastare le tensioni che la quotidianità lavorativa alimenta, ma qualcosa si può sempre fare. Ritagliarsi almeno un’ora di relax senza computer o cellulare è doveroso.
  • No alle merendine al distributore in pausa caffè. Meglio portare una po’ di frutta o qualche cibo salutare direttamente da casa.
  • Attenzione all’attività fisica sbagliata. L’esercizio è fondamentale ed è importante farlo correttamente. Inoltre va ricordato che per controllare il peso va sempre accompagnato ad una dieta corretta.

Un occhio di riguardo durante la pandemia

Secondo diverse ricerche scientifiche, il lockdown ha favorito l’assunzione di comportamenti alimentari scorretti, con un preoccupante incremento di disturbi alimentari come bulimia, anoressia e obesità. Diverse le ragioni di questo dato allarmante. Minore movimento, poche occasioni di confronto con il medico, consumo di alimenti a basso costo – a causa dei problemi economici subentrati- sono da ritenere responsabili. A questo va aggiunto il peggioramento di un quadro depressivo e ansioso con importanti ricadute sullo stile alimentare.

Uno sguardo attento e un monitoraggio continuo quindi risultano a maggior ragione necessari, in questa fase storica, per evitare di arrivare a esiti pericolosi.