Osteoporosi, prevenzione non stop!

Seguire i corretti stili di vita aiuta anche in terza età a prevenire questa malattia, che colpisce 4,5 milioni di italiani

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di Raffaele Deantoni

Roma, 14 febbraio - Le ossa sono come l'architettura del nostro corpo, ed esattamente come negli edifici sono soggette all'azione del tempo diventando più fragili e meno dense. In alcuni casi, però questa fragilità diventa pericolosa, comportando elevati rischi di frattura anche per traumi minimi. Parliamo dell'osteoporosi, una malattia sistemica dell'apparato scheletrico che interessa in Italia 3,5 milioni di donne ed 1 milione di uomini.

A torto infatti si pensa che l'osteoporosi sia una malattia esclusivamente femminile: oltre il 20% di tutte le fratture di femore si verifica nel sesso maschile e l'incidenza di quelle vertebrali rappresenta la metà rispetto a quella riportata nelle donne. Parliamo quindi di un problema sanitario che coinvolge tutta la popolazione, e che costa al nostro Servizio Sanitario oltre 7 miliardi di euro all'anno. 

Ci sono poi costi nell’ambito delle famiglie che spesso richiedono assistenza di personale esterno, quelli per l’ospedalizzazione e, quando necessario, per l’intervento chirurgico. Circa il 10% delle persone con una frattura del collo di femore viene istituzionalizzato oppure deve dipendere da qualcuno per poter camminare e per poter svolgere le attività della vita quotidiana.

È tuttavia sbagliato ritenere l'osteoporosi una "condanna" determinata dall'età. È infatti possibile prevenirla seguendo corretti stili di vita sin dalla giovinezza... ma non è mai troppo tardi per iniziare! Anche le persone al di sopra dei 65 (una fascia d'età molto colpita da questa malattia) possono trarre giovamento eliminando dalla loro vita comportamenti dannosi come il fumo di sigaretta, l'abuso di alcool e l'alimentazione scorretta.

Esiste poi un livello di prevenzione più diretto, ossia quello che permette di evitare il più possibile le cadute, che sono uno dei maggiori rischi per la salute dell’anziano. Nella grande maggioranza dei casi avvengono entro l’ambiente domestico e sono legate a condizioni fisiche non ottimali o all’uso di farmaci che possono alterare l’equilibrio. Evitiamo quindi di avere in casa superfici umide o scivolose, così come tappeti e stanze poco illuminate.

Poter contare il più possibile sul proprio fisico (muscoli, coordinazione motoria, equilibrio) è importante, ragione per cui nonostante l'età è bene combattere la sedentarietà. Incoraggiare una anche modesta attività fisica tra gli anziani può anche contribuire a ridurre il rischio di cadute e quindi di frattura. Non occorre affrontare chissà quali fatiche (anzi, è meglio non esagerare!): basta camminare più di 30 minuti al giorno preferibilmente all’aria aperta. Esistono anche esercizi fisici personalizzati di rinforzo muscolare e di rieducazione all’equilibrio ed alla deambulazione. Secondo alcune ricerche scientifiche hanno mostrato di ridurre negli anziani sia il rischio di cadute che di traumi correlati.

Per maggiori informazioni è possibile consultare il sito della Società Italiana di Reumatologia (SIR), impegnata anche nella lotta all'osteoporosi e alla sua prevenzione.