Problemi metabolici, 7 pazienti su 10 non ne sono consapevoli

La scoperta avviene per caso dopo un check-up. La Dott.ssa Zelaschi: "È necessario aumentare il livello di attenzione per chi è in sovrappeso"

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di Simona Tagliaferri

Brescia, 9 settembre 2021 –  Le malattie metaboliche rischiano di compromettere in modo importante la salute di chi ne è colpito, ma talvolta l’assenza di sintomi ne rende difficile il riconoscimento.

Il dato, in linea con i risultati della Società Italiana di Diabetologia, è stato evidenziato anche dal centro specializzato bresciano Labquarantadue. Dall’esecuzione di 100 check-up metabolici, nell’arco di 5 mesi, è emerso che ben il 70% dei pazienti ha preso consapevolezza, solo dopo gli esami di controllo, di disfunzioni metaboliche, le più comuni rappresentate dall’alterata glicemia a digiuno, ipercolesterolemia, acido urico elevato.

Si accendono, così, i riflettori su un punto centrale: la scarsa consapevolezza nei confronti delle patologie metaboliche. Un elemento non da poco se si pensa che spesso si accompagnano oltre che a eccesso ponderale anche a ipertensione, dolori articolari e a steatosi epatica, con il rischio di pericolosi eventi avversi.

“Il colesterolo totale elevato così come valori alti di colesterolo LDL e trigliceridi – spiega la Dott.ssa Roberta Zelaschi, specialista in scienza dell’alimentazione a Milano e consulente di Labquarantadue – rappresentano il primo fattore di rischio per le cardiopatie ischemiche, principale causa di morte (20%) tra le patologie cardiovascolari. Non si profila un quadro positivo neanche per la steatosi epatica non alcolica (Nafld), meglio conosciuta come fegato grasso, che, sebbene spesso sottovalutata, rappresenta oggi una vera e propria epidemia”. Labquarantadue, proprio per il controllo del livello dell’indice di massa corporea e per evitare che si profilino condizioni in grado di compromettere gravemente la salute di chi è in eccesso di peso, offre un servizio di check-up, attivo presso le sedi di Brescia, Verona, Milano e Bergamo.

È questo uno strumento indispensabile non solo per prevenire patologie metaboliche, ma anche per indirizzare il paziente al piano nutrizionale e terapeutico più funzionale per un controllo ponderale e duraturo nel lungo periodo.

“Labquarantadue – spiega Jessica Altieri, CEO dell’azienda – si avvale di un team multidisciplinare di specialisti che lavorano insieme e guidano il paziente a 360° per riacquistare forma e benessere. La collaborazione tra esperti consente di pianificare interventi mirati sullo stile di vita e di prevenire così la sindrome metabolica, comprendente obesità, diabete, ipertensione arteriosa e steatosi epatica. Un aspetto indispensabile per incrementare le possibilità di successo ed anche per una migliore qualità della vita”.

In più non si può trascurare che si tratta di patologie in costante crescita poiché connesse all’aumento di peso, con dati epidemiologici allarmanti. Dal report dell’Istat emerge che in Italia un bambino su 4 è in eccesso di peso. Un dato che quasi raddoppia nella popolazione adulta, con circa il 46% degli over 18 che soffre di sovrappeso o obesità e che risente della differenza di genere: su 10 uomini adulti, circa 6 sono in sovrappeso, a fronte di 4 donne su 10. La grave obesità, che in Italia riguarda un milione di persone pari al 2,3% degli adulti, interessa invece prevalentemente la popolazione femminile. Le donne anziane presentano prevalenze quasi doppie rispetto agli uomini, con un incremento del 5% nel Mezzogiorno. In entrambi i generi il picco di prevalenza si osserva tra i 65 e i 74 anni, dove raggiunge circa il 68% per gli uomini e il 53% per le donne.

In questo senso, fondamentale è il ruolo che può giocare l’esecuzione di un check up metabolico, primo passo per acquisire consapevolezza del problema e attivare le opportune misure a tutela della salute.