Resistenza agli antibiotici, il Governo scende in campo

I provvedimenti permetteranno di contrastare questo fenomeno sempre più globale e pericoloso

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di Raffaele Deantoni

Roma, 13 febbraio - Gli antibiotici sono farmaci indispensabili per trattare le infezioni causate dai batteri, uccidendo questi ultimi o bloccandone la moltiplicazione. Grazie a essi possiamo curare facilmente malattie pericolose come polmoniti e meningiti, ma negli ultimi anni qualcosa sta cambiando. Si parla infatti sempre più di antibiotico-resistenza, ossia quel fenomeno per il quale un microrganismo risulta resistente all'attività di un farmaco antimicrobico.

Cosa comporta? Sta diventando più difficile riuscire a curare le malattie infettive: il decorso risulta più lungo, aumenta il rischio di complicanze, fino ad arrivare a esiti invalidanti e morte. L'antibiotico-resistenza ha importanti conseguenze sulla qualità della vita delle persone e anche un rilevante impatto economico per il singolo e la collettività. Secondo le autorità sanitarie internazionali l’antimicrobico-resistenza rappresenta, oggi, una delle maggiori minacce per la salute pubblica. Nel nostro Paese si registrano tassi tra i più elevati registrati in tutta Europa.

Per contrastare questo fenomeno, nei giorni scorsi la Camera dei Deputati ha approvato ben quattro mozioni sull’antibiotico resistenza. I provvedimenti, proposti sia dalla maggioranza che dall’opposizione, impegnano il Governo italiano a contrastare questo fenomeno sempre più globale e pericoloso.

Per capire di più sui motivi e le conseguenze di questa minaccia sanitaria abbiamo intervistato il dott. Mattia Doria, Segretario alle Attività Scientifiche della FIMP e il dott. Paolo Biasci, Presidente Nazionale FIMP.

Dott. Doria, quali sono le cause dell'esplosione dell'antibiotico resistenza?

La causa va cercata anche in un eccessivo ed indiscriminato utilizzo degli antibiotici, soprattutto durante l’età pediatrica. Si calcola che ben quattro bambini su dieci hanno ricevuto almeno una prescrizione di antibiotici nel corso del 2018 per un totale di oltre 8,9 milioni di prescrizioni. Il picco della prevalenza si registra nella fascia d’età tra 2-3 anni di età.

Dott. Biasci, come mai gli antibiotici sono così utilizzati nel nostro Paese?

Vi è la pericolosa tendenza da parte dei genitori ad auto prescrivere le cure antibiotiche. Bisogna ricordare che questi farmaci vanno somministrati solo dietro indicazione del pediatria di famiglia. Vanno poi sempre rispettate le modalità e le dosi raccomandate.

Quindi la causa è solo nelle famiglie?

No, c’è poi anche da parte del personale medico un’eccessiva propensione ad utilizzarli. Nei bambini circa l’80% delle infezioni è di origine virale, tuttavia l’antibiotici sono impiegati in otto casi su dieci. Questo contribuisce a determinare un aumento esponenziale delle resistenze batteriche con conseguente fallimento terapeutico.

In che modo si può evitare questo uso non appropriato degli antibiotici?

Il pediatra di famiglia può avere un ruolo importante nel contenere questo fenomeno. Grazie alla diagnostica ambulatoriale è possibile fare rapidamente delle diagnosi in grado di indicare l’uso dell’antibiotico solo quando serve.  

I Consigli di Mio, Mia e Meo

Per educare i genitori e i bambini all’uso corretto degli antibiotici, e sensibilizzare anche i pediatri a questo problema, è nata la campagna I Consigli di Mio, Mia e Meo. L’iniziativa è promossa, su tutto il territorio nazionale, dalla FIMP e ha raggiunto milioni di famiglie grazie all’aiuto di tre simpatiche mascotte: Mio, Mia e Meo.

Questi personaggi rappresentano due bambini e una bambina e sono i protagonisti dell’intera campagna. Sono stati distribuiti negli studi dei pediatri di famiglia: opuscoli e flyer con informazioni utili, sagomati da terra raffiguranti le tre mascotte con i messaggi della campagna e uno speciale game kit con un mini album di figurine. Mio, Mia e Meo sono comparsi in brevi video di animazione diffusi on line”. Il sito del progetto: www.miomiaemeo.it