Un decesso su tre è collegato a stili di vita scorretti

È questo il quadro che emerge dal rapporto “State of Health in the EU: Italy. Country Health Profile 2019″

decessi stili di vita scorretti
di Fabrizio Fiorelli

Bari, 20 gennaio - I fattori di rischio comportamentali sono collegati a ben un terzo dei decessi avvenuti in Italia nel 2017i. Alimentazione scorretta, fumo, abuso di alcolici e sedentarietà sono solo alcuni dei principali stili di vita che avrebbero portato a questo pesante risultato. È questo il quadro che emerge dal rapporto “State of Health in the EU: Italy. Country Health Profile 2019″ presentato a oggi Bari, e organizzato dall’Aress Puglia in collaborazione con la Commissione europea, Ocse e Osservatorio Europeo sui Sistemi Sanitari e sulle Politiche Sanitarie.

Sul totale dei decessi avvenuti nel 2017, circa il 16% (98.000) è riconducibile a rischi connessi alla dieta (tra cui un basso consumo di frutta e verdura e un consumo elevato di zuccheri e sale).

Il consumo di tabacco (compreso il fumo attivo e passivo) è responsabile di circa il 14 % delle morti (oltre 90.000), quasi il 4% (26.000) è attribuibile al consumo di alcolici e il 3% (18.000) alla scarsa attività fisica. Tutte le percentuali sono inferiori alla media dell’Unione europea, ad eccezione di quella relativa alla scarsa attività fisica.

In Italia il consumo di tabacco continua a rappresentare uno dei principali problemi di salute pubblica, in particolare tra gli uomini: nel 2017, il 25% della popolazione maschile in Italia ha dichiarato di fumare quotidianamente, rispetto al 15% delle donne.