Tumore alla prostata, darolutamide ben tollerato al dosaggio raccomandato

Questo rappresenta un’ulteriore conferma che il trattamento precoce è fondamentale per prolungare la sopravvivenza globale dei pazienti con carcinoma della prostata non metastatico resistente alla castrazione (nmCRPC)

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di Paolo Cabra

Milano, 23 settembre 2020 – Darolutamide ha dimostrato tollerabilità favorevole al dosaggio raccomandato di  600 mg due volte al giorno per gli uomini con carcinoma della prostata non metastatico resistente alla castrazione (nmCRPC). Separatamente darolutamide è oggetto di valutazione nello studio DASL-HiCaP per determinare l’efficacia dell’aggiunta di Darolutamide alla terapia di deprivazione androgenica (ADT) e alla radioterapia (RT) nei setting di terapia primaria radicale o adiuvante per i pazienti con nuova diagnosi di carcinoma della prostata  localizzato ad alto rischio. I poster sono stati presentati durante l’ESMO Virtual Congress 2020, che si è svolto dal 19 al 21 settembre 2020.

“Nei precedenti studi di Fase III con gli inibitori del recettore degli androgeni (ARis) la modifica del dosaggio e l’interruzione per eventi avversi (AEs) erano maggiori rispetto al braccio placebo,” afferma Karim Fizazi, M.D., Ph.D., Professor of Medicine presso l’Institut Gustave Roussy, Villejuif, Francia, e investigatore principale dello studio ARAMIS. “Questi nuovi risultati dello studio ARAMIS dimostrano il potenziale di darolutamide come opzione di trattamento maggiormente tollerabile e costituiscono uno stimolo per ulteriori ricerche nel setting di real-world rispetto ad altri recettori di androgeni (Aris).”

I dati dello studio di Fase III ARAMIS relativi agli uomini trattati con darolutamide e ADT sono stati analizzati per determinare la tollerabilità del farmaco, l’efficacia nel ridurre l’antigene prostatico specifico (PSA) come risposta al trattamento con darolutamide e ADT, e la sopravvivenza libera da metastasi (MFS). Darolutamide in associazione con ADT è risultato ben tollerato, con il 97,2% dei pazienti che hanno ricevuto il trattamento completo ad un follow-up mediano di 14,8 mesi. Inoltre, l’83,6% dei pazienti in trattamento con darolutamide e ADT ha ottenuto una risposta del PSA (≥50% di diminuzione dal basale) rispetto al 7,6% dei pazienti con placebo e ADT. Il calo medio di PSA dal basale per darolutamide e ADT era del 91,7%, rispetto al 31,9% per placebo e ADT. I modelli di farmacodinamica mostrano che la maggiore sopravvivenza libera da metastasi (MFS) era positivamente associata ad una maggiore diminuzione del PSA rispetto al basale. La maggior parte dei pazienti (circa il 95%) con la massima diminuzione di PSA dal basale (vale a dire una diminuzione maggiore del 90%) non presentava metastasi dopo un anno.

Pochi pazienti hanno dovuto modificare il dosaggio per qualsiasi ragione rispetto a quelli che ricevevano placebo e ADT (15,2% per darolutamide e ADT versus 9,7% per placebo e ADT). La modifica del dosaggio per eventi avversi (AEs) è stata osservata nell’84% dei pazienti nel braccio con darolutamide e ADT rispetto al 73,1% in quello con placebo e ADT. Da notare che quasi tutti i pazienti trattati con darolutamide e ADT a dosaggio modificato sono stati in grado di tornare alle dosi indicate rispetto a quelli trattati con placebo e ADT (91,7% versus 88,9%, rispettivamente). L’interruzione per progressione di malattia è risultata maggiore nel gruppo di placebo e ADT rispetto al braccio di darolutamide e ADT all’analisi primaria (23,3% versus 11,7%) e a quella finale (25,8% versus 12,6%).

Nel corso del meeting è stato anche presentato il disegno dello studio di Fase III DASL-HiCaP, che valuta la sopravvivenza libera da metastasi (MFS) dei pazienti trattati con darolutamide in associazione con ADT e radioterapia radicale o di salvataggio negli uomini con carcinoma della prostata localizzato ad alto rischio rispetto a sola ADT. Lo studio arruolerà 1.100 pazienti candidati a radioterapia con carcinoma della prostata localizzato ad alto rischio o con caratteristiche a rischio molto alto per persistenza o aumento del PSA a un anno dalla prostatectomia radicale (RP). I pazienti arruolati saranno randomizzati a ricevere 600 mg di darolutamide o placebo due volte al giorno per 96 settimane; riceveranno, inoltre, in entrambi i bracci un analogo dell’ormone di rilascio dell’ormone luteinizzante (LHRHA), farmaco che abbassa il livello di testosterone prodotto nei testicoli, e radioterapia alle settimane 8-24 dalla randomizzazione.